Show cover

Storia della buonanotte per bambini. A Bellacollina, una cittadina tutta tonda posata tra la piazza del mercato e i campi, c'è una vecchia caserma rossa dal tetto a punta, con una grande campana lassù in cima. Quella sera tutta la caserma cena intorno al tavolone, e in fondo alla panca, piccolissimo dentro la sua divisa troppo grande, c'è Nino. In un angolo, acciambellato in fondo a uno stivale molto più grande di lui, Pompon, il cane della caserma, russa piano piano sognando un bell'osso.

Poi il telefono suona, leggero come un campanellino. Nella piazza del paese, Praline, la gattina di Rosa la fornaia, si è arrampicata in cima alla grande quercia, spaventata da un petardo di prova della festa. È salita così in alto che non osa più muoversi, aggrappata all'ultimo ramo, minuscola nella notte. Bruno, il sindaco, vuole chiamare tutte le caserme del Paese. La Capitana Marta, invece, non corre mai: gli chiede di respirare, e prima di tutto di guardare.

La grande scala sale, sale, e si ferma. Tre rami troppo corta. Marco tira fuori il megafono, chiama fortissimo, e Praline sale ancora più in alto, terrorizzata. Allora tutti tacciono. E in quel silenzio Nino guarda l'albero in un altro modo, non la sua altezza ma i suoi rami. I più sottili non reggono né la scala né un adulto, ma reggono un bambino. Si arrampica senza far rumore, si siede appena sotto la gattina, non le chiede nulla, e le parla piano, a lungo, finché lei ridiscende da sola, ramo dopo ramo.

Lungo la storia il vostro bambino scopre che essere piccoli non è un problema da risolvere, ma a volte esattamente quello che serve. Impara anche che non si aiuta chi ha paura gridando più forte, ma sedendosi accanto e aspettando. È l'episodio fondatore della collezione: la caserma, i personaggi e i gesti che torneranno in ogni storia si sistemano qui, con calma.

Alla fine tutti rientrano in caserma. Lena, l'infermiera del paese, mette un cerotto a stelline sul gomito sbucciato di Nino e ci posa un bacino accanto, perché le due cose funzionano sempre meglio insieme. Marco lucida Grande Rosso raccontandogli la missione. Poi gli stivali si allineano, dal più grande al più piccolo, e il più piccolo di tutti trova finalmente il suo posto.

La Capitana Marta non rimprovera mai Marco per aver gridato troppo forte, e non prende in giro il panico di Bruno. Li fa respirare tutti, come si soffia su una candelina di compleanno, e poi ascolta la piccola idea del più piccolo tra loro: questo modo di prendere sul serio l'emozione invece di scacciarla è tutto lo spirito delle storie della buonanotte Tilibou. E intanto, fuori, il pin-pon di Bellacollina non urla, sussurra, come una ninna nanna che passa per la strada.

Una storia di pompieri senza schermi, pensata per i bambini dai 3 anni, da ascoltare al calduccio al momento della nanna, in macchina o prima del pisolino. Come sempre da Tilibou, il finale resta tutto in dolcezza, senza musica, per scivolare nel sonno senza svegliare nessuno. 🚒

👉 Tutte le storie della buonanotte Tilibou su tilibou.com

💡 Consiglio: per ascoltare un solo universo di seguito, scegli la sua stagione (Noisette, Léo, Cassie, Marin, Tom il Pirata, Nino il Pompiere, o le stagioni Natale, Halloween e Scuola).

✉️ Contatto: contact@tilibou.fr

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    Storia della buonanotte per bambini. A Bellacollina, una cittadina tutta tonda posata tra la piazza del mercato e i campi, c'è una vecchia caserma rossa dal tetto a punta, con una grande campana lassù in cima. Quella sera tutta la caserma cena intorno al tavolone, e in fondo alla panca, piccolissimo dentro la sua divisa troppo grande, c'è Nino. In un angolo, acciambellato in fondo a uno stivale molto più grande di lui, Pompon, il cane della caserma, russa piano piano sognando un bell'osso.

    Poi il telefono suona, leggero come un campanellino. Nella piazza del paese, Praline, la gattina di Rosa la fornaia, si è arrampicata in cima alla grande quercia, spaventata da un petardo di prova della festa. È salita così in alto che non osa più muoversi, aggrappata all'ultimo ramo, minuscola nella notte. Bruno, il sindaco, vuole chiamare tutte le caserme del Paese. La Capitana Marta, invece, non corre mai: gli chiede di respirare, e prima di tutto di guardare.

    La grande scala sale, sale, e si ferma. Tre rami troppo corta. Marco tira fuori il megafono, chiama fortissimo, e Praline sale ancora più in alto, terrorizzata. Allora tutti tacciono. E in quel silenzio Nino guarda l'albero in un altro modo, non la sua altezza ma i suoi rami. I più sottili non reggono né la scala né un adulto, ma reggono un bambino. Si arrampica senza far rumore, si siede appena sotto la gattina, non le chiede nulla, e le parla piano, a lungo, finché lei ridiscende da sola, ramo dopo ramo.

    Lungo la storia il vostro bambino scopre che essere piccoli non è un problema da risolvere, ma a volte esattamente quello che serve. Impara anche che non si aiuta chi ha paura gridando più forte, ma sedendosi accanto e aspettando. È l'episodio fondatore della collezione: la caserma, i personaggi e i gesti che torneranno in ogni storia si sistemano qui, con calma.

    Alla fine tutti rientrano in caserma. Lena, l'infermiera del paese, mette un cerotto a stelline sul gomito sbucciato di Nino e ci posa un bacino accanto, perché le due cose funzionano sempre meglio insieme. Marco lucida Grande Rosso raccontandogli la missione. Poi gli stivali si allineano, dal più grande al più piccolo, e il più piccolo di tutti trova finalmente il suo posto.

    La Capitana Marta non rimprovera mai Marco per aver gridato troppo forte, e non prende in giro il panico di Bruno. Li fa respirare tutti, come si soffia su una candelina di compleanno, e poi ascolta la piccola idea del più piccolo tra loro: questo modo di prendere sul serio l'emozione invece di scacciarla è tutto lo spirito delle storie della buonanotte Tilibou. E intanto, fuori, il pin-pon di Bellacollina non urla, sussurra, come una ninna nanna che passa per la strada.

    Una storia di pompieri senza schermi, pensata per i bambini dai 3 anni, da ascoltare al calduccio al momento della nanna, in macchina o prima del pisolino. Come sempre da Tilibou, il finale resta tutto in dolcezza, senza musica, per scivolare nel sonno senza svegliare nessuno. 🚒

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